Canone radiotelevisivo

Per legge, tutte le economie domestiche svizzere e tutte le aziende con sede in Svizzera sono tenute a pagare il canone radiotelevisivo. Dal 1° gennaio 2019 la riscossione del canone radiotelevisivo è di competenza della società Serafe SA.

Ogni economia domestica di tipo privato e ogni azienda con sede in Svizzera è soggetta al pagamento del canone. Non ha importanza il canale di ricezione (satellite, antenna o Internet), né tantomeno il tipo di trasmissione consumata. Le economie domestiche che non posseggono apparecchi di ricezione possono chiedere l'esonero dal pagamento del canone (cosiddetto opting out) per un periodo di cinque anni.

Le economie domestiche composte da persone che percepiscono ogni anno prestazioni complementari all'AVS o all'AI sono esonerate su richiesta. Vi è anche la possibilità di un esonero retroattivo. Inoltre, sono esonerati dal canone il personale diplomatico e le persone sordocieche che vivono da sole.

La digitalizzazione ha stravolto il consumo dei media. Oggi tutti i contenuti sono disponibili sempre e ovunque indipendentemente dai canali e dai vettori. Di conseguenza, tutte le persone in Svizzera consumano sotto una qualsiasi forma le produzioni della SSR o di un'altra emittente radiotelevisiva concessionaria, che si tratti di video di Nouvo su Facebook, del telegiornale, delle classifiche musicali su Radio Bern 1 o di «Echo der Zeit» in podcast.

Ciò che conta sono i contenuti e non i molteplici vettori di diffusione. La SSR e le emittenti radiotelevisive private titolari di una concessione dipendono dai proventi del canone per produrre contenuti di qualità altrimenti non finanziabili nel piccolo mercato dei media elvetico.

Dal 1° gennaio 2019 la riscossione del canone radiotelevisivo è di competenza della società Serafe SA. Serafe SA, una società affiliata di Secon SA con sede a Fehraltorf, riscuoterà il canone radiotelevisivo su incarico della Confederazione.

 

Il canone per le economie domestiche di tipo privato ammonta a 365 franchi all'anno. Le collettività, come case di cura e case per anziani, pensionati, penitenziari, convitti o alloggi per richiedenti asilo, pagano 730 franchi; le persone facenti parte di queste collettività non devono quindi pagare il canone singolarmente.

Alle imprese con sede in Svizzera si applica un sistema tariffario proporzionale: le imprese con un fatturato inferiore ai 500 000 franchi, ossia i tre quarti di tutte le imprese in Svizzera, sono esentate dal canone; le imprese con un fatturato compreso tra i 500 000 franchi e 1 milione devono pagare 365 franchi come le economie domestiche di tipo privato.

 

 

L'88 per cento dei proventi del canone va alla SSR. Inoltre, 35 emittenti private, di cui 13 televisioni regionali, 13 radio locali commerciali e 9 radio complementari non commerciali, ricevono un contributo (6 per cento in totale). Queste emittenti ottemperano secondo la loro concessione a un mandato di prestazioni particolare. Un altro 6 per cento confluisce nel finanziamento di diverse attività come ad esempio nella promozione di nuove tecnologie, nella ricerca sui media o nell'attività di riscossione di Serafe.

Su incarico della Confederazione, la SSR garantisce alla popolazione svizzera una ricca offerta radiofonica, televisiva e online in quattro lingue. La SSR ripartisce i suoi mezzi finanziari tra tutte e quattro le regioni linguistiche svizzere rafforzando così la coesione nazionale.

La SSR si finanzia per circa il 78 per cento con fondi pubblici. La maggior parte delle uscite complessive si registrano nelle produzioni proprie (87 per cento) come «Echo der Zeit» (SRF), «Il Quotidiano» (RSI), «Mise au Point» (RTS) o «Telesguard» (RTR). Nel 2019 il 41 per cento degli investimenti della SSR è stato destinato all'informazione, il 21 per cento all'intrattenimento e ai film, il 19 per cento alla cultura, alla società e alla formazione, il 12 per cento allo sport e il 7 per cento alla musica e alla gioventù.

Funzionamento della SSR

Anche la SSR, come le emittenti radiotelevisive equivalenti con mandato pubblico in altri Stati democratici, si basa sull'idea guida del servizio pubblico. Contrariamente a molte altre, tuttavia, non è un istituto di diritto pubblico: la SSR è infatti un'associazione.

La SSR è un'associazione aperta a tutti. Questa associazione gestisce l'azienda mediatica pubblica e indipendente SSR, che produce e diffonde contenuti audiovisivi in quattro regioni linguistiche, dando lavoro a 6000 persone.

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L'associazione SSR garantisce le offerte audiovisive di servizio pubblico secondo la legge sulla radiotelevisione (LRTV) e la Concessione del Consiglio federale. È composta da quattro società regionali: SRG.D, RTSR, Corsi, SRG.R, che a loro volta sono formate da società membro, come ad esempio Argovia/Soletta, Svizzera orientale, Giura. Alcune di esse sono addirittura suddivise in sezioni.

Per perseguire il proprio scopo, l'associazione gestisce un'azienda costituita dalle cinque unità aziendali RSI, RTR,RTS, SRF, SWI (offerta estera) e dalle società affiliate (Technology and Production Center Switzerland AG, SWISS TXT SA e Telvetia SA).

L'associazione delega all'azienda SSR l'adempimento dello scopo associativo (cfr. «Scopo dell'associazione SSR»), che consiste nell'organizzazione di offerte audiovisive. L'associazione con le sue quattro società regionali assicura il radicamento della SSR nella società, promuove il dibattito pubblico su un servizio pubblico al passo coi tempi e, nell'ambito delle sue competenze, influisce con i suoi organi sull'orientamento e sulla qualità dei programmi radiotelevisivi nonché sulla restante offerta editoriale.

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Le competenze dell'Assemblea dei delegati sono stabilite nello Statuto dalla SSR. Oltre agli affari statutari che secondo il diritto azionario competono all'assemblea generale, l'Assemblea dei delegati su proposta del Consiglio d'amministrazione approva la nomina del direttore generale, le proposte di modifica della Concessione avanzate dal Consiglio d'amministrazione e il rapporto annuale della SSR sulla qualità del servizio pubblico. Inoltre, i delegati nominano tre dei nove membri del Consiglio d'amministrazione della SSR. L'Assemblea dei delegati emana il regolamento sulle retribuzioni per sé stessa e per il Consiglio d'amministrazione e può deliberare sulle richieste al Consiglio federale relative all'importo delle tasse di ricezione. Decide altresì sull'attribuzione annuale di mezzi alle società regionali. Può sottoporre al Consiglio d'amministrazione richieste di verifica sul servizio pubblico e sulla qualità. Il Consiglio d'amministrazione è tenuto a rispondere entro sei mesi. Inoltre, l'Assemblea dei delegati prende atto del Regolamento organizzativo, oltre che della strategia e del rapporto sulla sua attuazione.

L'Assemblea dei delegati conta 18 rappresentanti della Svizzera tedesca, 9 della Svizzera francese, 6 della Svizzera italiana e 3 della Svizzera romancia, ai quali si aggiungono i 5 membri del Consiglio d'amministrazione che non rivestono già la funzione di delegati in qualità di presidenti regionali. Complessivamente, l'Assemblea è dunque composta da 41 persone. Si riunisce almeno due volte l'anno.

Il Consiglio d'amministrazione è responsabile delle attività dell'Associazione e rappresenta la più alta istanza decisionale sull'azienda secondo le disposizioni del diritto azionario, della LRTV e della Concessione. È responsabile nei confronti del Consiglio federale della realizzazione delle prestazioni previste dalla legge e dalla Concessione (cfr. anche linea «Mandato e diritto»). Il Consiglio d'amministrazione vigila sull'attività operativa, prende decisioni strategiche, di sviluppo aziendale e relative ad affari rilevanti. Il Consiglio d'amministrazione delega al direttore o alla direttrice generale la gestione aziendale e la direzione generale dei programmi. Il Regolamento organizzativo stabilisce con esattezza le rispettive competenze. Il Consiglio d'amministrazione SSR comprende 9 membri: i 4 presidenti delle società regionali di SRG.D, RTSR, Corsi e SRG.R, 2 membri nominati dal Consiglio federale e 3 membri nominati dall'Assemblea dei delegati, cui spetta anche l'elezione del/della presidente.

L’associazione SSR si compone di quattro società regionali: SRG. D, RTSR, Corsi e SRG.R. Tutte le società regionali dispongono a loro volta dei seguenti tre organi: Consiglio regionale, Comitato del Consiglio regionale e Consiglio del pubblico.

I Consigli regionali espongono le problematiche sociali e culturali della regione, prendono nota della politica dei programmi nonché dei rendiconti delle unità aziendali relativi a qualità e servizio pubblico, avanzano richieste di verifica al Comitato del Consiglio regionale, designano i delegati e si assumono altri compiti.

I Comitati del Consiglio regionale dirigono le società regionali e si pronunciano sugli affari importanti relativi ai programmi del Consiglio d'amministrazione della SSR ai sensi dello Statuto SSR. Decidono la politica dei programmi della relativa unità aziendale e distribuiscono le risorse fra TV, radio e multimedia, nei termini stabiliti dal Consiglio d'amministrazione. Inoltre, al Comitato del Consiglio regionale spetta il compito di sottoporre al rispettivo Consiglio d'amministrazione proposte per la nomina dei direttori delle unità aziendali (RSI, RTR, RTS, SRF) e di determinati membri delle loro direzioni. I presidenti delle società regionali fanno parte dell'Assemblea dei delegati e del Consiglio d'amministrazione della SSR ex officio.

Ogni società regionale dispone di un Consiglio del pubblico, il quale assicura stretti contatti fra i responsabili dei programmi e il pubblico radiotelevisivo e sostiene l'attività di programma con constatazioni, suggerimenti e proposte. In ogni regione linguistica, i Consigli del pubblico hanno istituito un organo di mediazione, al quale chiunque può rivolgersi se ritiene che un programma radiofonico o televisivo o un contenuto on line sia inappropriato o violi la legge. Gli organi di mediazione non possono intervenire direttamente, ma cercheranno di mediare tra responsabili del programma in questione e gli spettatori insoddisfatti. La valutazione dell'organo di mediazione può essere impugnata con una procedura di ricorso. A determinate condizioni disciplinate nella LRTV è infatti possibile che il ricorso contro un programma venga valutato dall'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR), dal Tribunale federale e dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.

Il direttore generale della SSR si occupa di condurre l'azienda. Le sue competenze e i suoi limiti rispetto alle competenze del Consiglio d'amministrazione sono specificati nel Regolamento organizzativo. Il direttore generale presiede il Comitato di direzione , i cui membri (i direttori di RSI, RTR, RTS e SRF, il direttore Operazioni e il direttore Finanze) sono sottoposti alla sua autorità.

Il Comitato direttivo della SSR è il massimo organo operativo della SSR. Esso elabora la strategia aziendale e risponde della sua attuazione. Ma si occupa anche di tutta una serie di tematiche vanno dall'offerta di programmi al personale e alle finanze, fino agli immobili, alla tecnologia o al diritto. Per gestire tali questioni il Comitato direttivo si riunisce circa dieci volte all'anno. Alle riunioni prende parte, senza diritto di voto, anche il Segretario generale della SSR.

Nei casi in cui il Comitato direttivo non giunga a un accordo, è il direttore generale a decidere.

La SSR è un'associazione. Affinché un'associazione abbia capacità giuridica è necessario che l'Assemblea costitutiva emani uno statuto scritto. Le fondamenta giuridiche di ogni associazione sono costituite dal diritto delle associazioni sancito nel Codice civile, sulla cui base nello statuto specifico viene precisato come si definisce, organizza e finanzia l'associazione. Lo statuto viene emanato dall'Assemblea dei delegati e approvato dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (Datec).

Tuttavia, dal momento che la SSR non è una semplice associazione, bensì un'associazione organizzata secondo i principi del diritto azionario, non dispone esclusivamente di uno statuto, ma anche di un regolamento organizzativo, che si basa a sua volta sullo statuto, e regola ad esempio la ripartizione delle competenze tra il Consiglio d'amministrazione e il Comitato direttivo, precisa le mansioni dei singoli organi e stabilisce alcune premesse organizzative, come ad esempio che le decisioni degli organi devono essere messe a verbale. Il Regolamento organizzativo è emanato dal Consiglio d'amministrazione.

Un'altra normativa importante è costituita dal regolamento interno. Il Regolamento organizzativo stabilisce che il direttore generale deve emanare un regolamento interno, che disciplina come la SSR si organizza all'interno dell'azienda, precisando ad esempio le competenze del direttore generale nei confronti degli altri membri del Comitato direttivo o come devono essere organizzate le sedute di quest'ultimo.

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Servizi per persone con disabilità sensoriali

L'accesso senza barriere ai programmi della SSR è concepito per tutti gli abitanti della Svizzera senza alcuna discriminazione. La grande offerta di trasmissioni sottotitolate, audiodescritte e in lingua dei segni viene costantemente ampliata, sia per quanto concerne la tecnica che i contenuti.

La SSR ha siglato un accordo con sette associazioni per persone con disabilità sensoriali in cui ribadisce il suo impegno a sostenere e integrare coloro che sono affetti da disabilità visive e uditive. Concretamente offre contenuti sottotitolati, audiodescritti e tradotti in lingua dei segni.

Entro il 2022 questa offerta sarà notevolmente ampliata:

  • in televisione la quota di programmi sottotitolati aumenterà all'80 per cento;
  • la maggior parte delle offerte disponibili online sarà munita di sottotitoli;
  • le ore di trasmissioni in lingua dei segni raggiungeranno quota 1000, mentre quelle dei programmi audiodescritti arriveranno a 900.

L'anno scorso la SSR ha sottotitolato per le persone audiolese ben il 65 per cento dei programmi televisivi – inclusa la totalità dei programmi diffusi in prima serata (ore 18.00–22.30) sulle prime reti in tutte le regioni linguistiche – per un totale di 37 810 ore. Ha inoltre sottotitolato tutte le trasmissioni in diretta del fine settimana a partire da mezzogiorno come pure una parte dei contenuti online. Pertanto, sul sito rsi.ch/play della RSI e nelle app Play di RTS e SRF è ora possibile attivare anche i sottotitoli.

Da gennaio 2008, RSI, RTS e SRF trasmettono ogni giorno rispettivamente un notiziario in lingua dei segni. Per quanto riguarda la SRF, vengono tradotti in lingua dei segni anche i programmi «Meteo», «Kassensturz» e «Puls», mentre per la RTS «A bon entendeur». Nel 2019 la SSR ha diffuso in lingua dei segni complessivamente 647 ore di programmi di cui:

  • SRF: 238 ore
  • RTS: 234 ore
  • RSI: 175 ore (compresa l'HbbTV).

Ciò è possibile grazie all'audiodescrizione, una descrizione audio continua e molto accurata. Nel 2019 la SSR ha trasmesso 882 ore di programmi audiodescritti (comprese le repliche), tra cui quiz, documentari, telefilm e serie. La serie RTS «Il segreto dell'eccellenza» e la docufiction «Dinastia Knie – I 100 anni del Circo Nazionale» sono state audiodescritte in tutte le regioni linguistiche. Complessivamente sono state audiodescritte 503 ore sulle reti SRF, 211 ore sulle reti RTS e 168 ore sulle reti RSI.