La SSR torna a trasmettere i programmi radiofonici in FM a partire da metà novembre

Comunicato stampa 02.11.2026

La SSR riprenderà a diffondere i propri programmi radiofonici in FM a partire da metà novembre 2026. La decisione tiene conto delle mutate condizioni quadro politiche e risponde alle esigenze di una parte della popolazione che desidera continuare ad ascoltare la radio in analogico. Il ritorno alle FM, quale complemento alla diffusione digitale, permetterà al pubblico di disporre di più tempo per passare alle nuove modalità di ricezione.

Immagine: Keystone / Michael Buholzer

La SSR ha richiesto nuovamente le frequenze FM utilizzate in passato e torna a diffondere i suoi programmi in analogico. L'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha rilasciato alla SSR la relativa Concessione, nel frattempo passata in giudicato dopo la scadenza del termine di ricorso. I primi impianti di trasmissione saranno riattivati a metà novembre. Con questo primo passo sarà possibile raggiungere circa l'80% della popolazione. La SSR intende così rispondere alle esigenze di ascolto del pubblico e continuerà a seguire attentamente l’evoluzione della situazione. I costi supplementari legati alla riattivazione delle FM devono essere compatibili con il programma di risparmio in corso, disposto dal Consiglio federale, e ammontano attualmente a circa 6,5 milioni di franchi all'anno. Una copertura completa costava in passato circa 15 milioni di franchi all'anno. Ulteriori fasi di ampliamento saranno definite dalla SSR tenendo conto dell’utilizzo da parte delle ascoltatrici e degli ascoltatori e dopo un’attenta verifica delle condizioni quadro operative e finanziarie.

Con il ritorno delle FM, le ascoltatrici e gli ascoltatori che, dopo lo spegnimento avvenuto alla fine del 2024, non potevano più ricevere i programmi della SSR in analogico potranno tornare a seguirli, a casa o in viaggio, in tutte le regioni linguistiche. La diffusione comprenderà i principali programmi radiofonici della SSR, tra cui le reti culturali di RSI, SRF e RTS e, nella Svizzera tedesca, i notiziari regionali più seguiti.

Cambiamento delle condizioni quadro

Al pubblico piace ascoltare la radio e lo fa sempre più spesso tramite apparecchi di ricezione digitali. Oggi quasi nove minuti di ascolto radiofonico su dieci passano attraverso il DAB+ e Internet. I contenuti audio vengono inoltre spesso fruiti in differita, sotto forma di streaming e podcast. La radio si adatta costantemente a queste abitudini di fruizione in evoluzione. Le autorità emanano a tale scopo le condizioni quadro necessarie, sulla base delle quali la SSR, insieme al settore, aveva deciso l'abbandono delle FM. Queste condizioni quadro sono cambiate: dopo che il Parlamento, a fine 2025, ha approvato una proroga delle FM, l'UFCOM ha bandito nuovamente il concorso per le frequenze FM. La SSR interpreta questa decisione come un mandato da parte della popolazione. Si è quindi candidata per la Concessione e tornerà a diffondere i propri programmi radiofonici in analogico.

La FM come ponte verso il futuro digitale

Per chi già ascolta la radio attraverso i canali digitali non cambia nulla. La copertura DAB+ e le possibilità di fruire dei contenuti audio via Internet, ad esempio attraverso le app Play della SSR, restano ampiamente diffuse. Il ritorno alle FM rappresenta una soluzione complementare, che consentirà al pubblico di disporre di più tempo per passare alla ricezione digitale, secondo le proprie esigenze e abitudini di ascolto. La SSR continuerà a seguire attentamente l’evoluzione della situazione. Dal 2020, la diffusione radiofonica in FM non è più obbligatoria.

«Le nostre ascoltatrici e i nostri ascoltatori sono al centro delle nostre priorità. Per la SSR, la decisione del Parlamento di continuare a consentire la diffusione via FM rappresenta un mandato preciso. Abbiamo perciò agito rapidamente e trasmettiamo di nuovo i nostri programmi in tutte le regioni linguistiche anche su FM, in aggiunta ai canali digitali. Per la SSR è determinante che i nostri contenuti raggiungano le persone, in modo semplice e affidabile», sottolinea Susanne Wille, direttrice generale SSR.

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