Più serie dalla Svizzera e per la Svizzera

La SSR intende raddoppiare a lungo termine il numero di serie svizzere e investire pertanto in questo settore 15 milioni di franchi supplementari all'anno. Con la prevista diffusione delle produzioni in tutte le regioni, la SSR rafforzerà il carattere unico della sua offerta e potrà distinguersi dalle piattaforme streaming internazionali.

Oggi, in tutto il mondo, le serie sono più richieste che mai. Il genere impera anche nel nostro Paese: produzioni come «Il Becchino», «Quartier des banques» o «Wilder» riscuotono un grande successo di pubblico. Pertanto, l'azienda punta a produrre più serie investendo progressivamente nel settore 15 milioni di franchi supplementari all'anno.

Le unità aziendali della SSR metteranno a disposizione le loro serie, sottotitolate o doppiate, in tutte le regioni e nelle tre principali lingue nazionali (tedesco, francese, italiano e romancio). Inoltre, le produzioni saranno trasmesse su tutti i vettori, ossia non solo nella programmazione lineare, ma anche sul web e sulla nuova piattaforma della SSR. E ciò se possibile in contemporanea. L'obiettivo della SSR è di produrre 7-8 serie all'anno a livello nazionale. Il debutto avverrà a inizio gennaio 2020 con la nuova stagione della serie poliziesca «Wilder» della SRF.

Serie in programma nel 2020:

  • «Wilder 2» (SRF)
  • «Quartier des banques 2» (RTS)
  • «Bulle» (RTS)
  • «Frieden» (SRF)
  • «Metta da fein» (RTR)
  • «Cellule de crise» (RTS)
  • «Advent, Advent» (SRF)

La SSR intende produrre più serie svizzere, per quale motivo?

Ci sono diverse ragioni. La forma narrativa è diversa da quella di un film di 90 minuti. Rimane più tempo per sviluppare le storie e i personaggi ed è possibile mantenere la suspense per diversi episodi. Finora siamo riusciti a produrre solo 3-4 serie all'anno. L'obiettivo è di raddoppiarne il numero a lungo termine. Così potremo raggiungere il pubblico meglio e più spesso con storie del nostro Paese. In Svizzera non lo fa nessun altro . Nello stesso tempo, producendo più serie, potenzieremo il settore cinematografico svizzero a vantaggio di tutti: attori, tecnici e studi di post-produzione. Scrivendo di più, anche le sceneggiature diventeranno migliori.

Nel 2020, con «Wilder 2», «Quartier des banques 2», «Helvetica» e «Cellule de Crise» ci saranno ben quattro thriller in programma. La SSR punta volutamente su questo genere?

Sarebbe troppo semplicistico ridurre queste serie a un solo genere. A livello tematico, le serie si distinguono chiaramente le une dalle altre: «Wilder 2» ha marcati elementi polizieschi, «Quartier des banques 2» è ambientato nel mondo della finanza ed è al contempo un dramma familiare. Thriller e dramma sono generi amati, che noi naturalmente sfruttiamo volentieri.

«Siamo ancora lungi dal raggiungere il culmine.»

La SRF e la RTS producono serie come «Wilder 2» o «Helvetica» contando solo sulle proprie forze?

Tutte le nostre serie sono realizzate da produttori indipendenti. Anche i copioni sono scritti da autrici e autori esterni. Noi siamo coproduttori, ossia apportiamo una buona parte dei finanziamenti e seguiamo i progetti sul piano redazionale durante l'intera fase di sviluppo.

Nel 2019, solo Netflix ha lanciato circa 30 serie di produzione propria. Il mercato svizzero non è già saturo di serie?

Se si guarda il mercato internazionale – dopotutto non c'è solo Netflix – potrebbe essere vero. Ma su nessuna di queste piattaforme si trovano serie svizzere. Siamo ancora lungi dal raggiungere il culmine. Con le nostre serie possiamo distinguerci dalle piattaforme streaming internazionali e offrire al pubblico un valore aggiunto.

A quale categoria di pubblico intende rivolgersi la SSR con le sue serie?

Possibilmente a tutti, dai giovani ai meno giovani! Le serie costano molto, per questo si punta sul prime time. L'obiettivo è raggiungere un grande pubblico. Ma l'idea è che ci siano anche serie per un pubblico più giovane, come «Seitentriebe» della SRF o la prevista serie web «Metta da fein» della RTR, che sarà lanciata sulla nuova piattaforma SSR nell'autunno 2020. Producendo più serie potremo anche osare di più.

In tema serie, qual è la Sua preferita fra quelle in programma nel 2020 e perché?

Sono contento per tutte le nuove serie svizzere che saranno diffuse nel 2020. È un ottimo risultato. Di recente abbiamo assistito a due prime visioni al Geneva International Film Festival (GIFF), ossia alla seconda stagione di «Wilder» della SRF e a «Quartier des banques» della RTS. Entrambe le serie hanno avuto molto successo tra il pubblico, e noi abbiamo senza dubbio superato il "Röstigraben". Aspetto con molta impazienza anche la serie storica «Frieden» scritta da Petra Volpe («L'ordine divino»), prima serie coprodotta con la rete franco-tedesca Arte. Un bel riconoscimento, che allo stesso tempo conferisce alla serie risonanza internazionale. E non vedo l'ora che esca la quinta stagione della serie statunitense «Better call Saul», la mia serie preferita in assoluto al di fuori della Svizzera…