SRG SSR

Riforma delle strutture SRG SSR

Da quando è entrata in vigore la riforma delle strutture (1.1.2010), la SSR ha una direzione strategica unica e una gestione operativa totale, a tutti i livelli, senza alcun rapporto di duplice subordinazione, in accordo con i requisiti della corporate governance. Ecco, in sostanza, gli assi portanti delle nuove strutture:

  • Il Direttore generale continua, conformemente allo Statuto attuale, a dirigere l’intera azienda, ma senza alcuna condivisione con altre istanze. I direttori delle radio e delle televisioni gli sono subordinati. Il Direttore generale non è più membro dei Comitati dei Consigli regionali (in precedenza denominati «CdA regionali»).
  • Attraverso l’Organizzazione istituzionale, la SSR è radicata nella collettività. L’Organizzazione controlla ed accompagna l’attività della SSR, incoraggia il dibattito pubblico su un servizio pubblico moderno ed influenza la qualità dei programmi.
  • I Consigli regionali (CR) e l’Assemblea dei delegati (AD) si vedono attribuire:
  • → ulteriori informazioni: rapporti sulla strategia e sull’attuazione della strategia (AD), sulla qualità dei programmi (AD e CR) e le politiche dei programmi (CR),

  • → ulteriori diritti: richieste di esame presentate dall’AD al CdA in merito alla strategia e al servizio pubblico, richieste di esame presentate dal CR al Comitato del Consiglio regionale (CCR) in merito alle politiche dei programmi.

I CCR si vedono attribuire un ruolo analogo a quello di un comitato di un consiglio d’amministrazione. Godono di diritti di partecipazione su questioni ben precise relative alla programmazione, nell’ambito delle direttive nazionali:

  • decisioni sulle politiche dei programmi, compresa la suddivisione dei mezzi finanziari nell’ambito delle direttive nazionali,
  • proposte di nomina al CdA SSR per i direttori delle unità aziendali (UA) e per i dirigenti del 2° livello di inquadramento con responsabilità rilevanti per la programmazione,
  • proposte in materia di ubicazioni degli studi, di fusione delle UA e di organizzazione dei dirigenti del 2° livello di inquadramento con responsabilità rilevanti per la programmazione,
  • proposte in merito ad altri dossier conferiti loro dal CdA.

I Presidenti dei CCR continuano a far parte del CdA SSR, trattandosi di un organo deputato all’informazione reciproca e all’elaborazione di una volontà comune.

Genesi della riforma delle strutture

Il Consiglio federale, con la decisione del 28 novembre 2007 relativa alla Concessione, aveva chiesto un’analisi delle strutture della SSR, sia per verificarne la conformità ai requisiti odierni di corporate governance ed efficienza, sia per far elaborare delle proposte di riforma.

Ai sensi dell'art. 23 della Concessione, «Al Consiglio d'amministrazione spettano la direzione generale e l'alta vigilanza sulla SSR. Nei confronti dell'autorità concedente, il CdA è responsabile della realizzazione delle prestazioni previste dalla legge e dalla concessione». Sempre secondo la Concessione, (art. 24, cpv. 4) non erano eleggibili al Consiglio d’amministrazione le persone che esercitano funzioni di direzione in seno alla SSR.

In virtù della Legge sulla radiotelevisione (LRTV) del 24 marzo 2006, la SSR è un’azienda di diritto privato organizzata secondo il principio delle S.A. («una direzione, una sorveglianza e un controllo conformi ai principi del diritto in materia di società anonima», art. 31, cpv. 1 lett. f LRTV).

La riforma del 1991 (ai sensi dello Statuto del 24 aprile 1991, valido fino a fine 2009) si era tradotta in una «alta direzione» condivisa. Da un lato, le quattro società regionali esercitavano l’alta direzione nel quadro della politica definita dal CdA SSR per tutta l’azienda (norme, strategie, piani) per quanto riguarda le emittenti radiofoniche e televisive delle rispettive regioni. Dall’altro, competenze più ampie come l’approvazione del budget o la nomina dei dirigenti delle unità aziendali (UA) spettavano ai consigli d’amministrazione regionali. I direttori delle UA erano subordinati a due entità: ai loro consigli d’amministrazione regionali e al Direttore generale. A sua volta, il Direttore generale era membro dei consigli d’amministrazione regionali. Questo sistema “interdipendente”, con rapporti di duplice subordinazione, era in aperta contraddizione con la best practice della corporate governance, che invece esige una direzione globale, con opportune competenze di delega per ciascun livello.

Il 26 febbraio 2008 il Consiglio d’amministrazione SSR avviò un progetto di verifica delle strutture. Esperto di questioni concettuali, Benedikt Weibel, ex Direttore generale delle Ferrovie federali svizzere (FFS), venne incaricato di animare un “Gruppo di contatto e di valutazione” e l’istituto IPMZ dell’Università di Zurigo (Institut für Publizistikwissenschaft und Medienforschung) di analizzare l’efficacia dell’Organizzazione istituzionale».

Il Rapporto Weibel («Come aumentare l’efficacia dell’Organizzazione istituzionale») venne presentato al Consiglio d’amministrazione che a fine 2008 lo inviò per consultazione alle società regionali, alle società membro e al Comitato direttivo. Il rapporto conteneva già tutti i punti sostanziali della successiva riforma delle strutture e venne approvato dalla maggior parte delle sedi consultate, ma due società membro della Svizzera tedesca (SRG Bern/Freiburg/Oberwallis [RGB] e la SRG Ostschweiz) lo respinsero per considerazioni federaliste, invocando il mantenimento dell’autonomia regionale nel quadro di un coordinamento nazionale. In base all’esito della consultazione, il CdA preparò un rapporto sui principi della riforma, che ricalcava le proposte di Weibel vi aggiungeva alcuni miglioramenti scaturiti dalla consultazione.

Il 26 novembre 2008 l’Assemblea dei delegati approvò il rapporto del CdA sulla riforma delle strutture con 35 voti favorevoli e 6 contrari, dando il via libera alla revisione dello Statuto. Lo stesso giorno, anche il Consiglio federale approvò i grandi assi delle proposte contenute nel rapporto all’AD, giudicandoli conformi alla Concessione.

In virtù del rapporto approvato dall’AD, il CdA SSR elaborò il nuovo statuto e il 22 dicembre 2008 lo pose in consultazione presso le società regionali, le società membro e il Comitato direttivo della SSR (CD), e infine all’AD che approvò la revisione il 24 aprile 2009. Il 17 giugno 2009 il Consiglio federale abolì l’art. 24 cpv. 4 della Concessione che avrebbe escluso i presidenti delle società regionali dal Consiglio d’amministrazione. Il 12 agosto 2009 il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) approvò il nuovo Statuto della SSR, entrato poi in vigore il 1 gennaio 2010.

I lavori di attuazione nell’azienda e nell’Organizzazione istituzionale sono partiti subito dopo, ad esempio per introdurre le «politiche dei programmi» (Programmkonzepte), calcolare i mezzi da attribuire o rafforzare il ruolo svolto nella società civile.

Convegno degli organi 2009 a Lucerna

 

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