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CINEMAsuisse
Dieci cineasti, dieci ritratti, una rassegna nazionale
Il cinema svizzero apre i suoi confini e parla, grazie a culture e lingue differenti. I registi elvetici si fanno carico non solo delle diversità che contraddistinguono la Svizzera, ma escono dai confini per raccontare al pubblico nazionale, e anche internazionale, i punti di vista che possono dare il via a processi di riflessione inconsueti.
In sintonia con la tradizione delle grandi rassegne dedicate al patrimonio svizzero (letteratura, design, architettura), la SSR e le sue unità aziendali hanno il piacere di presentare dieci cortometraggi di 26 minuti dedicati alle figure emblematiche della settima arte in Svizzera.
Autori, cineasti, registi, montatori, tecnici e produttori delle quattro regioni linguistiche nazionali hanno illustrato, ciascuno con talento e sensibilità, i percorsi originali di questi grandi personaggi, inquadrandoli da una nuova angolazione.
Ciascun cortometraggio rivisita l’opera del cineasta e ritrae il lavoro dell’artista. Nel rispetto della cronologia, ogni ritratto ricolloca l’opera nel suo contesto sociale e politico, dando la parola ai protagonisti. La rassegna ripropone i film che hanno segnato un’epoca e fatto scalpore, presentando la Svizzera da una prospettiva diversa e differente.
Marc Forster di Fritz Muri

Marc Forster è l’unico regista svizzero che abbia saputo collocarsi nell’elite dei registi di Hollywood. A soli trent’anni infatti s’è imposto all’attenzione con il dramma sul razzismo Monster’s Ball – L’ombra della vita. Dopo alcuni altri film drammatici e una commedia, l’avventura di James Bond, Quantum of Solace, ha reso Marc Forster autore di uno dei più grandi successi commerciali della serie.
Fredi M. Murer, di Béla Batthyany

Regista, sceneggiatore, narratore e disegnatore, Fredi Melchior Murer è uno dei grandi del cinema svizzero. Le sue opere hanno segnato notevolmente il nostro panorama cinematografico e l’hanno fatto conoscere in Svizzera e all’estero. I suoi film conquistano con quel loro sguardo preciso ma anche amorevole e poetico. Dal cortometraggio sperimentale al film drammatico che colma la serata, Fredi Murer ha un unico obbiettivo, vedere il mondo con occhi diversi..
Daniel Schmid, Benny Jaberg

I film di Daniel Schmid sono passati sui più grandi schermi del mondo: in Piazza Grande a Locarno o a Cannes in concorso. Il regista di Flims è stato uno dei pochi cineasti svizzeri di calibro internazionale. Grazie, tra gli altri, a film come Il bacio di Tosca e Zwischensaison – Fuori stagione ha lasciato un’opera variegata percorsa dal linguaggio lirico delle immagini e dalla sua musicalità.
Michel Soutter, di Emmanuelle de Riedmatten

Soutter lavora con la poesia e i suoi primi film sono considerati oggi pietre miliari del Nuovo cinema svizzero. È stato un poeta ribelle delle immagini, e i suoi film, a volte ingombranti e privi di ogni intenzione politica, erano nondimeno fortemente politici, come ci mostra questo episodio di CINEMAsuisse.
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Claude Goretta, di Dominique de Rivaz

Claude Goretta è uno dei fondatori del Nuovo cinema svizzero. Per il regista ginevrino al centro c’è sempre la gente semplice «les petites gens». Per molto tempo, in Svizzera, Goretta continuò ad essere un’«eminenza grigia». La sua opera tuttavia è molto varia come dimostra questo episodio di CINEMAsuisse. Più volte Goretta è stato premiato al festival del cinema di Cannes, poi nel 2010 ha ottenuto il Premio Quarzo e nel 2011, a Locarno, il Pardo alla carriera.
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Xavier Koller, di Daniel Leuthold

È un artista internazionale e comunque profondamente svizzero: con Das gefrorene Herz (Il cuore ghiacciato) e Schwarze Tanner -L’anarchico Tanner ha scritto un pezzo di storia del cinema svizzero. Con il dramma dei rifugiati Reise der Hoffnung - Viaggio della speranza, è stato il primo e per ora unico svizzero a vincere l’Oscar per il miglior film straniero – dopo di che, nella fabbrica dei sogni hollywoodiana, ha preso il via una carriera tutta fatta di alti e bassi.
Richard Dindo, di This Lüscher

È considerato un sessantottino doc che soffre per le ingiustizie del mondo e chiede alle persone di ribellarsi. Con i documentari, con ritratti di famosi rivoluzionari, poeti, letterati e piccoli ribelli, Richard Dindo combatte la sua lotta contro i potenti .
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Alain Tanner, die Jacob Berger

Alain Tanner è uno dei registi più produttivi e di successo che la Svizzera abbia avuto. Nato a Ginevra nel 1929, si è fatto conoscere con film visionari ed empatici come La salamandre – La salamandra, Jonas qui aura 25 ans dans l’an 2000 - Giona che avrà 25 anni nel 2000 e Dans la ville blanche - Nella città bianca ed è uno dei più importanti innovatori del cinema svizzero degli anni Sessanta..
Jean-Luc Godard, di Fabrice Aragno

Con la sua estetica radicale Godard è uno dei registi più influenti degli anni Sessanta e anche oltre. Fu tra i fondatori della Nouvelle Vague e in quanto tale si ribellò alle leggi non scritte del cinema creando un inconfondibile linguaggio cinematografico sperimentale. Per CINEMAsuisse Godard ha ideato un suo autoritratto su pellicola.
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Silvio Soldini, Andres Pfäffli

Da 30 anni Silvio Soldini fa film di generi diversi. I suoi personaggi hanno quasi sempre qualcosa che li accomuna: sono persone dalla vita incompiuta che cercano uno sbocco. Il regista italo-svizzero arrivò al successo internazionale nel 2000. Fu la sua prima commedia Pane e tulipani a farlo conoscere e amare dal grande pubblico.
Trasmissione
Grand Angle (17.06.2012, RTS): Présentation de la série CINEMAsuisse

